Compagnia STALKER_Daniele Albanese

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ricerca, materiale coreografico e danza
Daniele Albanese e Eva Karczag
musica originale Luca Nasciuti
disegno luci Fabio Sajiz
tecnica Marco Gigliotti
promozione Francesca Divano

produzione Nanou Associazione Culturale 
Spettacolo creato nell’ambito di Birds Flocking Project
Con il contributo di MIBACT, Regione Emilia Romagna e con il sostegno di Fondazione Teatro Due – Parma, Petrella ’18 ’19 – Longiano, ResiDance XL 2018/Anticorpi XL, ATER – Circuito Regionale Multidisciplinare dell’Emilia Romagna, Europa Teatri – Parma

anno di produzione production 2019
cover cover ph Andrea Macchia

Elsewhere è uno spettacolo e al tempo stesso una cornice di riflessione su uno spazio altrove e attuale, una domanda sulla comunicazione invisibile tra i danzatori, tra danzatori e spazio, tra organizzazione e libertà.
Evoluzione del progetto Birds Flocking, il duo condensa un lungo processo condiviso di ricerca e creazione di materiale coreografico che, a partire dalla fascinazione per le forme in movimento create dagli stormi di uccelli in volo, si scontra con un’idea di movimento e di scrittura quasi non riproducibile.
I temi di volo e migrazione diventano così spunti per aprire un discorso più ampio sul mondo contemporaneo e le sue migrazioni, svelando un universo dai confini liquidi.

Il primo incontro con Eva Karczag risale al 1993, anno in cui Daniele Albanese inizia il suo percorso di formazione allo European Dance Development Center di Arnhem dove la coreografa era docente. A distanza di più di vent’anni i due danzatori e coreografi si ritrovano per intraprendere un percorso di ricerca e creazione condiviso che nel 2017 dà vita al progetto Birds Flocking e nel 2018 si sviluppa nel duo Elsewhere.

Artista indipendente, Eva Karczag pratica e insegna metodi di esplorazione della danza. Il suo lavoro combina pratiche di improvvisazione e discipline quali Ideochinesi, Tai-Chi e Qi Gong, oltre alla Tecnica Alexander di cui è docente certificata e i cui concetti modellano la sua metodologia. È stata docente dello European Dance Development Center ad Arnhem in Olanda dal 1990 al 2002 e attualmente insegna presso: Movement Research e Trisha Brown Dance Company Education Program a New York; ArtEZ School of Dance ad Arnhem, Olanda; Independent Dance a Londra; Tanzfabrik a Berlino. Si è esibita in tutto il mondo sia con i propri lavori sia come membro di gruppi di spicco nel campo della danza sperimentale, tra cui Strider di Richard Alston (1973-75), Dance Exchange (1976-79), e Trisha Brown Dance Company (1979-85), creando ruoli originali per gli spettacoli Opal Loop, Son of Gone Fishin’ e Set and Reset. Attualmente collabora con l’artista visivo Chris Crickmay e la compositrice Sylvia Hallett, con Stephanie Skura e con la compagnia s h i f t s/art in motion, oltre a creare ed esibirsi in diversi soli.

VON solo

di e con Daniele Albanese
disegno luci Alessio Guerra
musiche Luca Nasciuti
assistenza artistica Yele Canali
assistenza tecnica Jan Ollieslagers

anno di produzione production 2017
durata duration 55'
cover cover ph Andrea Macchia

L’orizzonte degli eventi’ delimita in un buco nero una immaginaria superficie di spazio-tempo.

I punti che si trovano da una parte di questa superficie emettono segnali che possono ancora sfuggire al buco nero.
I segnali dei punti che si trovano dall’altra parte non possono uscire e dunque non possono essere osservati.
Questa zona immaginaria di  confine e di passaggio tra ciò che è chiaro e leggibile e ciò che è oscuro e misterioso è la zona di indagine di VON solo.
Forze naturali, forze fisiche e forze politiche che mutano, distorcono e muovono il corpo del danzatore.
Una riflessione sulla danza intesa come continua mutazione e trasformazione in rapporto con le forze  che agiscono sul corpo e sullo spazio in una coreografia di movimento, luce e suono.

Questo assolo fa parte di un lavoro più ampio con tre perfomrer in scena; è presentato sia separatamente sia come parte finale del lavoro complessivo. Si è sviluppato nella sua struttura finale come spettacolo indipendente nel Settembre 2017.

VON

Idea e realizzazione Daniele Albanese
Danza Daniele Albanese Marta Ciappina Giulio Petrucci
Disegno luci Alessio Guerra
Musica originale Lorenzo Donadei (prima parte) – Luca Nasciuti (ultimo assolo)
Testo Daniele Albanese
Voce Giulio Santolini
Assistenza Artistica Yele Canali
Assistenza tecnica Deborah Penzo

Von debutta ad Avignone – Festival Les Hivernales – il 24 Febbraio 2017

anno di produzione production 2017
durata duration 55'
cover cover ph Andrea Macchia

L’orizzonte degli eventi delimita in un buco nero una immaginaria superficie di spazio-tempo.

I punti che si trovano da una parte di questa superficie emettono segnali che possono ancora sfuggire al buco nero.

I segnali dei punti che si trovano dall’altra parte non possono uscire e dunque non possono essere osservati.

Questa zona immaginaria di confine e di passaggio tra ciò che è chiaro e leggibile e ciò che è oscuro e misterioso è la zona di indagine di Von.

Una riflessione sulla danza intesa come continua mutazione e trasformazione in rapporto con le forze che agiscono sui corpi e sullo spazio in una coreografia di movimento, luce e suono.
Forze naturali, forze fisiche e forze politiche che mutano, distorcono e muovono i corpi e il loro incedere nel tempo, onnipresente personaggio di questo spettacolo.

Drumming Solo

di e con Daniele Albanese

Musica Steve Reich – Drumming Part I
Percussionisti Riccardo Balbinutti, Niccolò Chisci, Lorenzo Guidolin, Cristina Pedroli

Assolo danzato sull’idea di intensità.

anno di produzione production 2015
durata duration 19'
cover cover ph Andrea Macchia

In uno spazio geometrico circoscritto è giocato il rapporto tra danza e musica, in un ripetere incalzante di forme e trasformazioni.
Il tema del limite e del confine sono i temi portanti del lavoro, la loro contrapposizione ad un flusso ripetitivo e continuo di movimento diventano la chiave per la ricerca di un altrove.

Drumming Solo è stato presentato la prima volta, con musica dal vivo, il 18 aprile 2015 a Torino / Teatro Vittoria come parte di Red Blue Works (produzione Unione Musicale onlus di Torino per Confluenze di Atelier Giovani – In collaborazione con Festival Torinodanza / Fondazione Teatro Stabile Torino)

Digitale Purpurea

Ideazione Daniele Albanese
Musiche originali dal vivo Patrizia Mattioli
Disegno luci Yannick de Sousa Mendes, Deborah Penzo
Danza Daniele Albanese, Francesca Burzacchini, Elisa Dal Corso, Pietro Pireddu

Residenze artistiche e prove Europa Teatri (Parma), AMAT & Comune di Pesaro, Spazio 84 (Parma), Fonderia-Fondazione Nazionale della Danza/AterBalletto
produzione Stalk 2014

Versione sperimentale di un live concert/spettacolo.

anno di produzione production 2012
durata duration 35'
cover cover ph Andrea Macchia

Digitale Purpurea I è la ricerca di una danza continua tra movimento luci e suono, costante mutazione di dinamica e presenza.
La danza si svolge attraverso uno studio del movimento sul piano della velocità, del tempo e nell’incontro con musica e luci dal vivo.
La coreografia è pensata come contrappunto di partitura fisica, suono e luce e come concerto di questi elementi.
Il movimento è un flusso, un continuo scorrere e il suo obbligato confrontarsi con la forma per coinvolgere lo spettatore in uno spazio comune di grande potenza.
Pensato come progetto modulare che può variare formato e numero di interpreti a seconda del contesto.
Le forze della natura e le relative dinamiche sono il motore principale di riferimento per la danza, le sue trame e le sue contrapposizioni.

Digitale Purpurea: pianta erbacea i cui fiori sono disposti in grappoli terminali, pendenti, tubulari, di un colore che varia dal rosso porpora al rosa, giallo o bianco.
L’essenza di digitale purpurea può essere usata come farmaco per guarire scompensi cardiaci. In dosi sbagliate la pianta è altamente tossica fino a risultare mortale per l’uomo.

D.O.G.M.A. Dance On Gardens Manufactured Artificially

Concept – regia – coreografia Daniele Albanese
Movimento – interpretazione Francesca Burzacchini, Marta Ciappina
Musiche Marco Monica
Disegno Luci Gianluca Bergamini
Organizzazione Federica Curreli

Coproduzione Stalk/Tirdanza
Residenza artistica e sostegno Europa Teatri

anno di produzione production 2012
cover cover ph Jacopo Emiliani

Uno spazio denso di Forze: presenze invisibili e memoria.
Le due danzatrici portano lo spettatore in una dimensione ipnotica scandita da un ritmo incessante e mutevole e dal cambiare lento e inesorabile della luce.
Elemento sovrano è il passare del tempo.
Un’istantanea del passaggio sfuggente dal giorno alla notte in cui la realtà conosciuta si trasfigura, l’interno del corpo diventa spazio e il gesto quotidiano si confonde in direzioni mai conosciute.

Uno spettacolo sulla forza prepotente dell’invisibile.

anno
T
tazioni

di e con Daniele Albanese
musiche Marco Monica
Wild is the Wind” – frammento – Nina Simone
luci Gianluca Bergamini

Coproduzione Stalk/Tirdanza
Assolo nato durante la creazione del progetto vincitore del Bando Fondo Anticorpi 2010

anno di produzione production 2010
cover cover ph Federico Ferramola

Spettacolo pensato come nota coreografica sull’ attrazione e l’assenza.
Un lavoro come taccuino d’appunti e di frammenti che indaga la complessità della composizione all’interno di una struttura semplice.
La partitura fisica è stata creata dalla definizione di forze di attrazione esterne al corpo del danzatore e si rivela nella solitudine del movimento e nell’eco di un’assenza.
Due territori principali distinti, uno di dinamica fisica e uno teatrale si scontrano e compenetrano nel continuo passaggio dall’uno all’altro.

La notte nella doppia “t” del titolo indica il territorio da cui il lavoro trae origine.

Something About Today (The Vicious Circle)

Di Daniele Albanese
Con Daniele Albanese, Lucia Palladino, Manfredi Perego
Musiche Marco Monica; frammento da Wild is the Wind cantato da Nina Simone
Disegno Luci Lucia Manghi / Stalk
Un ringraziamento speciale a Nicola Savarese per i suggerimenti

Con il sostegno di Fondo Fare Anticorpi 2010
Coproduzione Stalk/ Tir Danza
In collaborazione con Amat – Associazione Marchigiana per le Attività Teatrali

anno di produzione production 2010

L’ubriachezza, presenza disorientata e non certa, è il punto di partenza dello spettacolo e, al tempo stesso, pretesto per fotografare l’oggi con la lente di ingrandimento dell’attrazione e della solitudine.
I personaggi si muovono in cerchi non uscendo dal circolo vizioso fatto di attrazione, desiderio e disillusione.

I tre danzatori non si toccano quasi mai, si avvicinano e si perdono per pochi millimetri.
Tre modi e tre corpi per la stessa presenza.
Il circolo vizioso entro cui si muovono è anche un campo magnetico di attrazione e repulsione, senza poter arrivare alla meta ma sempre in diretta dipendenza uno dall’altro.

La danza è definita, non solo come danza sulla scena ma tra la scena e il pubblico, come comunicazione fluttuante tra spettatore e performer, ed è una danza non solo di corpi ma tra i vari elementi scenici (suoni, luci…), divenendo strumento di riflessione sul Tempo e sulla Fine.
Strutturato in brevi scene attraverso un’ idea di combinazione e ripetizione, con azioni più teatrali e surreali ed altre di pura dinamica di movimento.

Andless

di e con Daniele Albanese
luci Deborah Penzo
musica Marco Monica
frammenti da “l’Arte della fuga” di J.S.Bach

con il sostegno di InteatroPROD nell’ambito di Scenari Danza 2.0

anno di produzione production 2009
cover cover ph Linda Vukaj

Centrale in Andless è la trasformazione, l’attenzione dello spettatore viene catturata dalle forze che muovono il corpo, dalle parole e dalle immagini che scandiscono il ritmo dell’azione. Questo Studio, pur essendo presentato a Polverigi in forma finita, viene inteso dall’artista come costruzione, un campo di ricerca continua che modificherà il lavoro in durata e complessità.

In a Landscape

Danza e drammaturgia Daniele Albanese
Assistenza alla drammaturgia Loredana Scianna e Maurizio Soliani
Musiche originali Maurizio Soliani

anno di produzione production 2008
cover cover ph Gabriele Orlandi

In a Landscape nasce nel 2008 come spettacolo per situazione urbana e diventa ben presto un assolo che evolve negli anni seguendo gli sviluppi della ricerca di compagnia STALKER.
Viene proposto a partire dal 2010 anche in teatro e in spazi al chiuso non teatrali.
Si definisce attraverso una particolare struttura e organizzazione di spazio, movimento e suono e nella lettura geometrica del luogo dove si svolge.
Sono stati isolati quegli eventi e meccanismi del vivere quotidiano e urbano che provocano cambiamenti e alterazioni.
Abbiamo definito questi meccanismi come Vento, non in senso atmosferico, ma come induttore e motore di cambiamenti e di dinamiche sonore e fisiche.
Come il vento atmosferico anche in questo caso ciò che agisce è invisibile; l’apparire, fisicamente e sonoramente, è il risultato di un passaggio in un paesaggio urbano.